È diffuso fra gli enti d’erogazione il sentimento di essere trattati come dei semplici bancomat e questo genera una comprensibile frustrazione. D’altro lato però è vero che quando essi stessi devono descriversi, di norma, la prima informazione che forniscono è il volume delle proprie erogazioni. La ragione di questa sorte di schizofrenia nasce probabilmente dal fatto che non è ancora chiaro, neppure all’interno del mondo della filantropia istituzionale, quale effettivamente sia il proprio valore aggiunto e quali siano gli indicatori che possono essere utilizzati per verificarne il suo perseguimento.
Iniziare una riflessione su questi aspetti è fondamentale non solo per mostrare appunto come gli enti d’erogazione non siano dei semplici bancomat, ma anche per evitare che gli effetti delle propri erogazioni si rivelino controproducenti, come purtroppo a volte accade, per imparare a sfruttare al meglio le proprie potenzialità e per capire quale sia il giusto rapporto fra le risorse destinate all’attività erogativa e quelle che, invece, è opportuno gestire direttamente.
In un momento storico molto complesso e delicato, in cui è indispensabile individuare modalità con le quali sostituire uno stato sociale ormai manifestamente inadeguato con una società solidale e sussidiaria gli enti d’erogazione potrebbero essere chiamati a svolgere un ruolo strategico. Se però vogliono cogliere questa opportunità è indispensabile iniziare una riflessione rigorosa su quello che è il vero valore aggiunto che essi possono fornire a quelli che sono i tre principali loro pubblici di riferimento: i donatori, gli enti che ricevono i loro contributi e la società nel suo complesso.
Naturalmente non si parte da zero e sono numerose e qualificate le riflessioni sul ruolo che gli enti d’erogazione possono svolgere, ma non sempre queste analisi si sono trasformate in indicazioni realmente operative e raramente sono stati elaborati indicatori che possano essere utilizzati per mostrare come tale valore aggiunto sia effettivamente stato perseguito e conseguito dall’attività di questi enti.
Per questo Assifero intende stimolare una riflessione che abbia come primo passaggio quello di raccogliere idee e suggerimenti su quale possa essere tale valore aggiunto, nella consapevolezza che esso potrà essere profondamente diverso nelle diverse realtà che fanno parte di questo composito mondo e quindi iniziare una riflessione volta ad individuare sia indicatori adeguati, sia modalità concrete attraverso le quali questi indicatori potranno essere implementati nell’esperienza quotidiana di questi enti.
Ogni contributo, suggerimento, indicazione, anche il meno probabile, sarà quindi ben accetto e analizzato con attenzione al fine di verificarne la sua reale applicabilità.














