Quale ruolo per le fondazioni in tempo di crisi?

In tempo di crisi e di tagli dei trasferimenti pubblici si assiste ad un crescente interesse da parte degli enti pubblici per le fondazioni e gli enti filantropici in genere. È evidente che questo interesse nasconde l’esigenza di trovare delle risorse con cui tentare di compensare i tagli nei trasferimenti pubblici. Si tratta di un comportamento comune ed è interessante notare come uno degli obiettivi dei Ministeri stia diventando proprio quella di individuare forme per mobilitare risorse private per il perseguimento di finalità d’utilità sociale. La filantropia, dopo essere stata per secoli abbandonata a se stessa, sta diventando una priorità per i nostri governi.

Questo nuovo interesse nasconde sicuramente numerose insidie, ma apre anche prospettive molto interessanti per la filantropia istituzionale e può porre le basi per la creazione di quella welfare society che i più riconoscono come l’unica alternativa possibile alla crisi dello stato sociale.

Ora che le istituzioni sono costrette a cercare la collaborazione con la società civile è necessario cogliere quest’occasione per illustrare loro le potenzialità, ma anche i limiti dei contributi privati per finalità d’utilità sociale e nel contempo mettere al servizio della collettività gli strumenti che la filantropia istituzionale ha saputo sviluppare in questi, ricordando però nel contempo come un utilizzo troppo strumentale degli stessi, rischia di ridurre drasticamente la loro efficacia.

Non si tratta infatti di aiutare le pubbliche amministrazioni a fare fund-raising per finanziare le proprie iniziative, ma nell’aiutarle a vivere veramente la sussidiarietà, intervenendo là dove la comunità non riesce autonomamente ad arrivare. Troppo spesso invece si assiste ad una vera e propria inversione della sussidiarietà e si chiede alla società civile in generale e agli enti d’erogazione in particolare, di intervenire per integrare quello che la pubblica amministrazione non riesce a fare.

Compito della filantropia istituzionale è dunque quello di combattere questa impostazione strumentale, facendo capire che un simile approccio non è solo sbagliato moralmente, ma se dovesse essere implementato, finirebbe necessariamente per rivelarsi sterile. La filantropia è il modo con il quale il dono si organizza e si struttura, ma il dono per essere tale deve essere libero e ogni tentativo di strumentalizzarlo necessariamente lo uccide.

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