Il bene bisogna farlo bene e in una società complessa come la nostra è indispensabile dotarsi degli strumenti necessari per poter operare in modo rigoroso, trasparente e rispettoso delle normative vigenti le quali imponengo un numero crescente di obblighi e oneri amministativi. Troppo spesso però, presi dall’esigenza di perseguire i propri obiettivi statutari e per limitare al massimo i costi operativi, questi aspetti vengono tralasciati o affidati a chi non ha una reale comprensione delle dinamiche specifiche che contraddistinguono l’operare di un ente d’erogazione.
Si tratta di un comportamento che potrebbe avere delle conseguenze molto negative sulla vita dell’ente e sugli stessi amminsitratori i quali potrebbero essere sottoposti a sanzioni anche gravi. E’ quindi importante iniziare una riflessione su questi aspetti, non solo per evitare le possibili conseguenze negative di comportamenti superficiali, ma anche per favorire quella crescita, anche culturale, di cui il mondo della filantropia istituzionale ha sicuramente bisogno.
Se è infatti vero che spesso molte di queste regole appaiono degli inutili bazzelli che servono solo ad ostacolare il corretto adempimento dei propri compiti o a costringere l’agire sociale all’interno di formalismi che finiscono per soffocare le relazioni umane, è altrettanto vero che limitarsi ad ignorare le norme, oltre ad essere rischioso in un Paese in cui anche il mondo del privato sociale inizia ad essere controllato da un numero crescente di soggetti, finisce per favorire il diffondersi di quella cultura dell’illegalità di cui tanto ci lamentiamo.
Per questo è opportuno iniziare una riflessione che da un lato, sfruttanto al massimo le potenzialità dell’informatica ci permetta di adempiere con rapidità ed efficacia gli oneri imposti e, dall’altro, ci permetta di far emergere le incongruenze di una normativa spesso astratta al fine di promuoverne le modifiche che si riveleranno opportune.
Di tutto ciò si discutere durante l’assemblea annuale di Assifero che si terrà venerdì 7 maggio presso la sede della Fondazione di Venezia.














imparato molto