Secondo lo studio From Insight to Action: New Direction in Foundation Evaluation realizzato da FSG Social Impact Advisors, la ragione deve essere cercata nel fatto che per lungo tempo i responsabili delle fondazioni hanno pensato che l’obiettivo della valutazione fosse quello di assicurare una valida rendicontazione da parte dei beneficiari nei confronti del personale della fondazione e da parte di questi ultimi nei confronti del consiglio d’amministrazione. Alla base di questa convinzione vi è la consapevolezza che tale obiettivo possa essere conseguito non con la semplice analisi dei costi effettivamente sostenuti, ma anche e soprattutto attraverso l’analisi dell’effettivo impatto dei progetti finanziati nel perseguimento degli obiettivi stabiliti.
Questo approccio, che è necessariamente retrospettivo, implica un’analisi su ogni erogazione o iniziativa e tende per sua natura ad essere costoso, lungo e complesso. Non è quindi un caso che il prodotto degli sforzi di valutazione siano di norma dei rapporti di scarsa utilità per le attività della fondazione, in quanto fanno riferimento ad iniziative ormai concluse e che magari non interessano più gli organi dell’ente di erogazione.
Ne consegue che l”attività di valutazione diventa necessariamente rara. Si tratta infatti di un costo che si aggiunge all’erogazione in senso stretto e che porta un valore aggiunto tutto sommato limitato a meno che non ci siano concrete possibilità che il programma possa effettivamente essere replicato da qualche altro soggetto, ipotesi che in realtà si verifica molto raramente. Non ci si può dunque sorprendere se la maggioranza dei consigli d’amministrazione quando sono chiamati a scegliere se destinare le proprie risorse, necessarmente scarse, per finanziare uno studio di valutazione o sostenere un nuovo progetto, preferiscano la seconda opzione.
Secondo quindi Mark Kramer e i suoi colleghi occorre ripensare la pratica valutativa trasformandola in uno strumento per raccogliere la conoscenza e di metterla a disposizione nei tempi e nei modi che possano essere effettivamente utili per prendere decisioni. In altri termini si tratta di sostituire un approccio che sostanzialmente legava la valutazione alla rendicontazione con uno che invece la colleghi più strettamente all’azione.
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